LA STORIA DEGLI YES
Breve viaggio nella storia di questa band.









Questa è, in breve, la storia degli Yes
decade per decade e anno per anno...


E se poi vuoi sapere che tipi di YesFan ci sono?
Clicca sul logo qui sotto e lo scoprirai.
Magari non sapevi di essere un...






Gli anni '60


1968  -   1969

Gli anni '70


1970  -   1971  -   1972  -   1973  -   1974  -   1975  -   1976  -   1977  -   1978  -   1979

Gli anni '80


1980  -   1981  -   1982  -   1983  -   1984  -   1985  -   1986  -   1987  -   1988  -   1989

Gli anni '90


1990  -   1991  -   1992  -   1993  -   1994  -   1995  -   1996  -   1997  -   1998  -   1999

Nel Duemila...


2000  -   2001  -   2002  -   2003



1968
Gli Yes nascono in un tavolino di un pub che oggi non esiste più.
Si chiamava "La Chasse", era nel quartiere di Soho, zona di Wardour Street,
vicinissimo al "Marquee Club" ed era di proprietà di Roy Flynn, che aveva
preso in simpatia un giovane cantante proveniente dal nord dell'Inghilterra,
Jon Anderson.
Siamo nel mese di maggio, e dato che la sua carriera era tutto sommato
agli inizi, Jon faceva il cameriere nel locale di Roy, ed una sera Roy disse
a Jon di andare a fare quattro chiacchiere con un tizio alto e allampanato
seduto ad tavolo. Roy gli disse che cercava un cantante.
Quel tizio era Chris Squire.
I due parlarono per tutta la sera, scoprendo, tra l'altro di condividere
la passione, tra gli altri, per Simon and Garfunkel, The Beatles e The Byrds,
e per il loro modo di arrangiare le voci.
Da questo a ritrovarsi in sala prove (ovvero in uno scantinato) il passo fu breve.
Ovviamente c'era il problema di completare la formazione, dal momento che se
volevano eseguire insieme le canzoni che avevano abbozzato,
bisognava avere un gruppo.
Tramite il settimanale specializzato venne reperito un batterista dalle
aspirazioni jazzistiche, Bill Bruford. Il tastierista venne individuato
in un altro "avventore" del club, Tony Kaye.
Il chitarrista venne individuato in Clive Bailey, già compagno di Squire
nei Mabel Greer's Toyshop. Ma Clive lascia subito il posto a Peter Banks,
che aveva sostituito Bailey nei MGT.
La Formazione Yes #1 era fatta.
Roy Flynn si troverà di fatto a far da manager alla neonata band,
il cui nome, Yes, verrà dato da Peter Banks, al quale piacevano i nomi corti
delle bands perché, spiega, "più corto è il nome e più in grande si può
scriverlo sui manifesti dei concerti".
Con repertorio estremamente ridotto, la leggenda parla di una versione di
un'ora e mezza de "In The Midnight Hour" eseguita nel primo concerto della
band all'East Mersey Youth Camp nell'Essex, che porterà in breve la band ad
avere la cosiddetta "residenza" settimanale il mercoledì proprio al Marquee.

Concerti fatti: 57 (dal 3 agosto al 31 dicembre).

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1969
Pur essendo diventata una sorta di touring band, per l'elevata quantità di
concerti che fecero per sbarcare il lunario, verso la tarda primavera del
69 firmarono il loro primo contratto con l'Atlantic e nell'estate esce il
loro primo album YES.

Concerti fatti: 185 (dal 1 gennaio al 30 dicembre).

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1970
Grosso modo un anno dopo, nell'estate del 1970 esce il secondo disco
TIME AND A WORD, disco che vede la presenza dell'orchestra e per disaccordi
interni l'uscita dal gruppo di Peter Banks, che verrà sostituito da Steve Howe
che, senza neppure aver suonato una nota in questo secondo album, si ritroverà
raffigurato nella copertina americana assieme agli altri membri della band,
quando venne censurata (quasi immediatamente) la copertina originale
dell'edizione inglese.
Con l'arrivo di Howe la band, di fatto, decolla verso nuovi livelli di eccellenza.

Concerti fatti: 107 (dal 10 gennaio al 22 dicembre).

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1971
Nel mese di marzo viene pubblicato THE YES ALBUM, disco che sorprende molti
in particolare per la presenza di due brani che vanno oltre i nove minuti di
durata ("Yours Is No Disgrace" e "Starship Trooper"). Il suono è quasi
completamente maturato e gli Yes sembrano allargare le loro sonorità.
Cosa che non trova molto d'accordo Tony Kaye, che di lì a poco lascerà la
band e verrà sostituito dall'ingrediente mancante alla band, ovvero l'arsenale
sonoro di Rick Wakeman, giovane astro nascente della scena rock londinese.
Abbiamo quindi la formazione YES #3, quella che verrà d'ora in avanti presa
a riferimento come una delle due formazioni classiche degli Yes.

Concerti fatti: 161 (dal 3 gennaio al 18 dicembre).

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1972
Quest'anno si apre con il botto. Esce nel mese di Gennaio FRAGILE, il disco
che consacrerà la presenza della band nell'olimpo del prog-rock britannico.
Brani come "Roundabout", "Heart Of The Sunrise" e "South Side Of The Sky",
entreranno immediatamente nella mitologia degli appassionati anche se, per
motivi tuttora ignoti, quest'ultima canzone di fatto non verrà mai eseguita
in pubblico se non in due occasioni prima dell'esecuzione, diciamo così, di
routine a partire dal "Classic Tour 2002", ovvero qualcosa come 30 anni dopo...
Il Fragile Tour che segue sarà un vero successo e la band si ritroverà quasi
subito in studio per quello che diventerà il loro capolavoro compositivo,
quel CLOSE TO THE EDGE che li consacrerà definitivamente.
Il disco uscirà nel settembre del 72.
Ed è durante il tour americano che Bill Bruford darà l'addio alla band
tra la sorpresa generale per raggiungere Robert Fripp nei "King Crimson",
nella storica e per me preferita formazione con oltre a Fripp (ovviamente)
Wetton, Cross e, per un breve periodo Jamie Muir, con i quali inizierà ad
esplorare altre che negli Yes non gli sarebbe stato possibile percorrere.
A questo punto ecco arrivare Alan White (l'uomo giusto al posto giusto,
visto che condivideva casa con Eddie Offord), e siamo alla formazione #4,
di fatto la più longeva e probabilmente la vera "Classic formation" per
gli Yes, anche su questo i sostenitori di Bruford non molleranno mai la presa.
E non chiedetemi di schierarmi, altrimenti mi troverei nei guai con me stesso...

Concerti fatti: 98 (dal 14 gennaio al 17 dicembre).

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1973
L'anno si apre con il tour di Close To The Edge e l'uscita del triplo live
YESSONGS (che per me fu un autentico fulmine a ciel sereno da allora in avanti)
e il 30 giugno vi fu l'esordio di Alan a Dallas. Un concerto davvero inusuale,
considerato cha Alan aveva avuto poco più di 3 giorni per imparare il repertorio.
Durante l'estate la band registra TALES FROM TOPOGRAPHIC OCEANS prima di
riprendere con i concerti. Memorabili i concerti giapponesi con un Wakeman
a volte strepitoso e a volte da prendere a ceffoni (ascoltare per credere...).

Concerti fatti: 53 (dal 8 marzo al 10 dicembre).

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1974
L'anno si apre con l'uscita del doppio Tales From Topographic Oceans.
Il relativo tour risulterà in uno dei più scenografici in assoluto per la band.
Ognuno dei musicisti è racchiuso in una sorta di isoletta illuminata ad hoc
dall'impianto disegnato da Roger Dean e Mike Tait. Alan White è all'interno di
una specie di gigantesca conchiglia che si apre e chiude. La scaletta di quel
tour è da far tremare i polsi:
tutto CTTE, TFTO più Roundabout e Starship Trooper come bis.
Ma tutto non fila liscio, Wakeman insoddisfatto di TFTO abbandona il gruppo
per seguire la propria carriera solista.
Entra il tastierista ed ex enfant-prodige del pianoforte, Patrick Moraz.
Con lui gli Yes registrano RELAYER che verrà pubblicato nel mese di dicembre
(giusto per Natale!). Siamo agli YES #5.

Concerti fatti: 83 (dal 7 febbraio al 17 dicembre).

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1975
Nel febraio esce l'antologia YESTERDAYS che contiene selezioni dai primi
due dischi più, come zuccherini, il b/side "Dear Father" e la cover
"America" di Paul Simon registrata durante le sessioni di Fragile e
pubblicata nel sampler "Age Of Atlantic" del 1972.
Inizia poi l'anno sabbatico in cui tutti i membri della band registrano
i loro primi dischi solo.

Concerti fatti: 57 (dal 15 aprile al 23 agosto).

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1976
Completato il periodo sabbatico la band si prepara per un nuovo tour
nordamericano, quello che passerà alla storia come il "Solo Tour",
dato che gli spot solo saranno in gran parte dedicati all'esecuzione
di estratti dai dischi solo, appunto, di ciascun membro. Alcuni di
questi concerti diventeranno assolutamente "epici" nella mitologia
della band come il concerto al JFK Stadium di Philadelphia dove gli
Yes suoneranno davanti a circa 130.000 spettatori. Da questo concerto
scaturirà anche la cover beatlesiana di "I'm Down" pubblicata
ufficialmente su "YesYears", bis di chiusura del concerto.
Da notare che in questo tour, una sola volta, verrà eseguita
(in versione sempre incompleta) anche "South Side Of The Sky".
Una volta completato il tour la band si ritira per preparare le
composizioni base che diventeranno poi "Going For The One", ma le
divergenze tra Moraz ed il resto della band faranno sì che al
tastierista svizzero venga dato il ben servito proprio nella
sua Svizzera dove la band si trovava in... ritiro.
Ed ecco che con la sua solita tecnica "mordi e fuggi" Chris Squire
ri-recluta Rick Wakeman, prima con la scusa "sai ci serve un tastierista..."
e poi complice una galeotta copertina del Melody Maker rientrare a
pieno titolo nel rango di tastierista ufficiale della band.

Concerti fatti: 52 (dal 28 maggio al 22 agosto).
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1977
Con la pubblicazione nel mese di luglio dell'album "Going For The One"
gli Yes partono per il loro tour mondiale, che in parte verrà anche
documentato sul doppio live "Yesshows" del 1980. Alcune di queste
performance resteranno per sempre nella memoria dei fans della band come
il famigerato video amatoriale "Glasgow 77" che nella versione
attualmente disponibile, diciamo così, termina nella "space jam" di
Awaken proprio mentre la band stava creando un climax assolutamente
straordinario. Video passato alla storia anche per l'assolo di tastiere
fatto a piedi nudi da Wakeman...
Ancora da citare la serie di concerti all'Empire Pool Arena di Wembley
a Londra (altri concerti tra i più bootlegati in assoluto).

Concerti fatti: 88 (dal 30 luglio al 6 dicembre).
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1978
Rinvigoriti dai successi ottenuti nel tour, gli Yes ritornano in studio
a Londra per le registrazione delle composizioni che diventeranno a
settembre "Tormato", disco che in parte diventerà popolare in Italia
per via del video della canzone "Don't Kill The Whale", canzone
dedicata alla caccia indiscriminata alla balena.

Concerti fatti: 43 (dal 28 agosto al 28 ottobre).
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1979
La ritrovata popolarità della band li porta molto spesso a celebrare in
maniera più che forsennata e questa comporta qualche sbandamento negli
equilibri della band che, al termine della seconda parte del "Tourmato"
tour perderà (per la prima volta) Jon Anderson e per la seconda volta
Rick Wakeman. Entrambi riprenderanno le loro carriere soliste.
Le famose "Paris Sessions" passeranno nella storia della band come le
registrazioni tra le più ricercate tra i collezionisti della band per
la presenza di due brani "For Richard" e "Tango", di sicuro minori
nell'ambito qualitativo della produzione Yes, ma che per motivi che a
volte sfuggono la razionale comprensione, diventano un oggetto di
ricerca ossessiva. Non a caso questo periodo dominato dai demo e da
prove di studio risulterà in un altro momento di massiccio "ladrocinio"
da parte dei produttori di bootlegs.

Concerti fatti: 59 (dal 9 aprile al 30 giugno).
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1980
Il 1980 diventerà uno degli anni più controversi tra i fan della band.
La dipartita di Anderson e Wakeman, spianerà la strada all’ingresso di
due giovani emergenti nell’ambito del pop-rock britannico: Trevor Horn
e Geoffrey Downes, meglio conosciuti con il nome di “The Buggles”.
Reduci dal loro hit single mondiale, “Video Killed The Radio Stars”,
tra l’altro primo video trasmesso in assoluto dalla neonata “MTV”, i due
approcciano discretamente la band presentandosi (e questo è storia nota)
come grandi fans della band e proponendo agli Yes un paio di demo.
In breve si ritroveranno con il ruolo di nuovo cantante e tastierista
della band. Il tutto nell’agosto 1980 si concretizzerà nell’uscita
dell’album “Drama”, che in Italia acquisirà popolarità grazie al fatto
che il brano “Does It Really Happen?” diventerà anche la sigla della
trasmissione televisiva “Discoring” della domenica pomeriggio (cosa tra
l’altro riportata anche nella copertina italiana del 45 giri, con grossa
soddisfazione dei collezionisti).
Il tour che segue la pubblicazione del disco porterà ulteriore caos tra
le fila dei fans della band. La evidente difficoltà di Trevor Horn
nell’eseguire le parti di Jon Anderson si manifestano subito e le
registrazioni dell’epoca sono, da questo punto di vista impietose (vedi
i concerti conclusivi di Wembley dove un quasi afono Horn è impietosamente
ritratto mentre tira il collo per cercare impossibili versioni di
“And You And I” e “Yours Is No Disgrace” ad esempio), ma che ci dicono
come se gli Yes avessero osato di più sul versante compositivo e di
arrangiamento, qualcosa di nuovo e positivo sarebbe scaturito, vedi ad
esempio l’inedito “We Can Fly From Here”, apparentemente mai registrato
in studio, ma regolarmente in scaletta in tutto il tour, dove troviamo
una delle migliori miscele, a mio parere, tra l’eredità tradizionale Yes e,
inutile negarlo, The Buggles.
La ferocità delle critiche, soprattutto britanniche, segnano senza
possibilità alcuna di riscatto questa formazione che, in una serata a
casa Howe al termine del tour si rivelerà in tutta la sua drammaticità:
Horn che aveva già deciso di dedicarsi alla produzione musicale,
Squire e White che avevano delle proprie idee soliste (diciamo così),
e Howe e Downes a guardarsi negli occhi per decidere che fare.
Eravamo davvero “vicini alla soglia” (Close To The Edge)
della fine degli Yes?

Concerti fatti: 65 (dal 29 agosto al 18 dicembre).
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1981
Dato che nessuno aveva voglia di portarsi dietro il fardello “Yes”
il rompete le righe venne dato.
Squire e White continuarono a scrivere e a comporre per conto loro,
tanto che arrivarono a coinvolgere addirittura Jimmy Page dei
neodisciolti Led Zeppelin. Del progetto doveva far parte anche
Robert Plant che però non si unì mai alla... combriccola degli ex,
nel frattempo ribattezzata appunto “XYZ”, ovvero (e)X Y(es) Z(zeppelin),
come anche spiegato nel video YesYears dallo stesso Squire. Anche questi
demo diverranno un autentico oggetto di culto per appassionati e
collezionisti (e anche il sottoscritto non si è sottratto ad inizio
carriera collezionistica a questa smania, devo essere onesto).
Tra l’altro quasi tutti questi brani verranno ripresi circa 11 dopo
dal Chris Squire Experiment prima, e dagli stessi Yes nel tour di
Union (Drum Duet) ed in KTA vol. 1 in “Mind Drive”, ed in Magnification
(il disco orchestrale) in “Can You Imagine?”
Poco prima di natale esce un singolo a nome Squire-White e con le
liriche di Pete Sinfield “Run With The Fox”, orchestrato da Andrew Jackman
(già con Squire in Fish Out Of Water) ed il coro della cattedrale di
St. Paul (dove Squire mosse i primi passi nel mondo delle settenote).

Concerti fatti: 0 (zero)
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1982
Trasferitisi a Los Angeles Squire e White continuano per la loro strada
fintanto che Chris non rimane colpito da alcuni demo che un chitarrista
e compositore sudafricano, certo Trevor Rabin, aveva inviato all’Atlantic Records.
Se all’inizio ci fu subito un buon feeling tra Chris e Trevor, la prima
seduta di prova viene da tutti ricordata come tra le più penose ed
imbarazzanti delle rispettive carriere. Ma nonostante ciò si decide di
andare avanti. Dopo una cena tra vecchi amici sempre a LA tra Squire e
Kaye, ecco che Tony viene richiamato in servizio. Siamo agli esordi di
una formazione che verrà denominata “Cinema”. Le composizioni cominciano
a prendere forma ed un produttore a questo punto si rende indispensabile.
Chi meglio di Trevor Horn a questo punto? Chris non perde tempo ed anche
Trevor ritorna stavolta dietro al banco di registrazione. Dopo aver
completato di fatto le registrazioni dell’album di esordio dei Cinema,
Squire che aveva nel frattempo riallacciato “contatti sociali” con Jon
Anderson (reduce dai successi del disco e del tour di “Animation” con il
compianto Stefano Cerri al basso), gli fa ascoltare i provini del disco.
Questi impressionano favorevolmente Anderson, tanto che Chris coglie la
palla al balzo e gli dice “Beh, perché non provi a cantarci sopra?”, al
che Anderson risponde “Bene, se io ci cantassi sopra dovremmo ritornare
in modalità Yes”, e Chris di rimando “Mi sembra ovvio”...
Anderson entra in studio e sappiamo tutti cosa ne verrà fuori di lì a poco.

Concerti fatti: 0 (zero)

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1983

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1984
Concerti fatti: 133 (dal 28 febbraio al 1 ottobre).
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1985
Concerti fatti: 6 (dal 17 gennaio al 9 febbraio).
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1986

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1987
Concerti fatti: 27 (dal 14 novembre al 20 dicembre).
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1988
Concerti fatti: 40 (dal 5 febbraio al 13 aprile).
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1989/1990
Concerti fatti: 74 (dal 29 luglio 1989 al 23 marzo 1990)
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1991
Concerti fatti: 79 (dal 9 aprile al 8 agosto).
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1992
Concerti fatti: 5 (dal 29 febbraio al 5 marzo).
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1993

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1994
Concerti fatti: 77 (dal 18 giugno al 11 ottobre).
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1995

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1996
Concerti fatti: 3 e mezzo (dal 4 al 6 marzo e 27 novembre).
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1997
Concerti fatti: 43 (dal 17 ottobre al 14 dicembre).
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1998
Concerti fatti: 104 (dal 26 febbraio al 14 ottobre).
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1999
Concerti fatti: 51 (dal 6 settembre al 13 dicembre).
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2000
Concerti fatti: 61 (dal 6 febbraio al 4 agosto).
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2001
Concerti fatti: 69 (dal 22 luglio al 13 dicembre).
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2002
Concerti fatti: 46 (dal 16 luglio al 23 novembre)
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2003
Sono attualmente in tour in Europa, e l'11 luglio saranno a Roma
al Campo Centrale del Foro Italico, posto unico non numerato (yecch!!),
il 12 luglio a Vado Ligure (SV), Stadio Chittolina, posti numerati.
Ogni commento è superfluo su Roma (sui posti non numerati, ovvio!!)

Concerti previsti: 47 (dal 3 giugno al 20 settembre).
Concerti fatti: lo sapremo il 21 settembre, ovvio.

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Quali tipi di YesFans puoi incontrare nel mondo...


Nell'universo Yes, ed in particolare sul newsgroup alt.music.yes,
potrebbe risultare difficile orientarsi su alcune definizioni che
distinguono i fans degli Yes tra di loro e, anche i vari nomignoli
affibbiati alle differenti formazioni nel corso degli anni.

In parte possiamo dare... la colpa agli Yes stessi per tutto ciò.
Durante il periodo di "Union" essi fecero dei riferimenti alla musica
ante-DRAMA come "Trooper" e la musica recente post-90125 come
"Generator". Queste due etichette sono state poi adottate in pieno
dai fans per distinguersi e, aggiungo io, "arruolarsi" nei due
periodi della storia della band.

Vediamo in maniera più o meno cronologica come ci si può, appunto,
arruolarsi nella galassia degli YesFans...

TRAVELLER
Deriva dalla canzone "Astral Traveller" (da TIME AND A WORD) e
descrive generalmente un fan degli Yes che apprezza soprattutto i primi
due album della band, quelli con Peter Banks alla chitarra.
Sono una fazione minoritaria che normalmente poi si associa ad una delle
due fazioni maggioritarie.


TROOPER
Deriva dalla canzone "Starship Trooper" (da THE YES ALBUM) e descrive
generalmente un fan degli Yes prima della pausa del 1980, e fa riferimento al
periodo che va da THE YES ALBUM a TORMATO, con le formazioni centrate su
Anderson, Howe, Squire e per gran parte Wakeman (anche se Tony Kaye suonò nella
versione originale di Starship Trooper su TYA).


CHASER
Deriva dalla canzone "Sound Chaser" di RELAYER, album che vede
Patrick Moraz alle tastiere al posto di Rick Wakeman. Sono una fazione
minoritaria che normalmente poi si associa alla fazione Trooper.


PANTHER
(coniato da Henry Potts) Deriva dalla pantera disegnata sulla copertina di
DRAMA, il disco che di fatto divide i Troopers dai Generators, sia per la
presenza di Downes e Horn e l'assenza di Anderson. Sono una frazione
minoritaria che normalmente poi si associa ad una delle due fazioni maggioritarie.


GENERATOR
Deriva dalla canzone "Big Generator" (da BIG GENERATOR), descrive
generalmente un fan degli YesWest e i loro albums 90125,
BIG GENERATOR, parte di UNION e TALK.
"YesWest" definisce la formazione con Rabin, Squire,
White, Kaye e (non sempre) Anderson, e si riferisce al fatto che
la formazione faceva base in California, rispetto alla band degli
anni '70 che risiedeva in Inghilterra (più o meno).
Assimilabili a YesWest sono anche i termini
"RabinYes" per la presenza predominante di Trevor Rabin,
"Cinema(Yes)" che si riferisce alla formazione di Rabin, Squire,
White e Kaye che inizialmente si chiamava, appunto "Cinema".


YESWHOLE oppure UNIVERSALIST
"YesWhole" (coniato da Steve Sullivan) e "Universalist" (utilizzato
da coloro che non apprezzarono il termine YesWhole),
descrive un fan che apprezza, comprende e ascolta l'intera carriera
artistica delle band, e rifiuta di schierarsi in una delle due maggiori fazioni.


Altre definizioni di uso corrente:

YESEAST

definisce la formazione di Anderson, Bruford, Wakeman & Howe,
soprattutto nel periodo di Union.


YESWEST
definisce la formazione base di Rabin, Squire, White, Kaye
e, (non sempre) Anderson, e si riferisce al fatto che
la formazione faceva base in California, rispetto alla band degli
anni '70 che risiedeva in Inghilterra (più o meno).


YESTRADE
(coniato da Henry Potts) definisce il lineup di UNION,
ovvero la fusione di YesWest e YesEast.


NEWOLDYES
Descrive la formazione post-Talk con
Anderson, White, Wakeman (quando c'è...), Howe e Squire.



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