DRAMA
1980

1. Machine Messiah 10:27
2. White Car 1:21
3. Does It Really Happen? 6:34
4. Into The Lens 8:31
5. Run Through The Light 4:39
6. Tempus Fugit 5:14

Onward through the night,
Of my life

FORMAZIONE

Geoffrey Downes: tastiere
Trevor Horn: voce e basso
Steve Howe: chitarre e voce
Chris Squire: basso, piano e voce
Alan White: batteria

Se volete leggere la traduzione dei testi di questo disco cliccate qui


 

 

A mio modesto parere...

Ed eccosi ad un disco che a me personalmente è sempre piaciuto, ma che ha di
fatto iniziato a dividere i fans della band. Infatti i "Troopers" (ovvero i
fans degli Yes fino a Tormato) non apprezzeranno la svolta di Horn e Downes,
mentre qui entreranno in azione i "Panthers", ovvero quelli che inizieranno a
conoscere ed apprezzare gli Yes da Drama in avanti, come dire la nuova generazione
di YesFans.
Questo è un disco particolare, in quanto entrano negli Yes due veri fans della
band: Trevor Horn e Geoffrey Downes. Questi due gentlemen si erano già fatti un nome
di primo piano con il nome di "The Buggles" ovvero coloro che erano
esplosi assieme al fenomeno "MTV" con il loro hit single "Video Killed
The Radio Star
", che credo tutti quanti ricorderanno sicuramante.
Orbene, questi due fans avvicinano la band proponendo agli Yes alcune loro
composizioni. Il loro entusiasmo deve aver convinto i tre "superstiti" a dar
loro una chance, dato che sono portati a bordo e presentati come i nuovi membri
della band per gli anni ottanta.
Il suono risulta in effetti differente, forse più leggero per certi versi, però
un certo stampo Yes rimane anche se, Trevor Horn verrà alla fine schiacciato
dall'eredità di dover rimpiazzare una voce sicuramente unica come quella di Jon
Anderson. Ed il peso di tale eredità lo si constaterà in maniera dram(m)atica nel
successivo tour mondiale dove sin dalle prime battute appare chiaro che nonostante
tutti gli sforzi, Horn non è proprio in grado di eseguire le parti vocali di
Anderson. Horn nel corso del tour si andrà via via spegnendo, e nei tre concerti
finali di Wembley, un Horn quasi completamente afono darà l'addio definitivo
al suo sogno Yes.
Mi sono sempre chiesto come mai gli Yes si siano incapponiti a voler riproporre
certe canzoni come se sostituire Anderson fosse una bazzeccola. Non ho elementi
per dire se nelle prove del tour abbiano tentato o meno arrangiamenti diversi,
ma in brani come "Starship Trooper" e "And You And I" è evidente che per Trevor
è notte fonda.
Ma nei brani nelle sue corde vocali la sua voce ha una sua ovvia dimensione, che
gli Yes riescono a sfruttare in particolare in un brano (apparentemente) mai
registrato in studio ma che è stato una delle cose migliori del DramaTour a mio
giudizio, ovvero "We Can Fly From Here", brano ospite fisso delle scalette
di quel tour.

MACHINE MESSIAH
Un riff molto pesante di basso e chitarra è l'inizio dell'avventura di Drama.
Un riff scuro che poi si scioglierà in un'altro riff di chitarra e tastiere
che da l'avvio alla parte vocale. Le voci sono nel tipico modello Yes, ma
con Squire più in evidenza per dare man forte a Horn, e viene seguito da un
interludio strumentale dove basso, tastiere e chitarra si inseguono fino al
break centrale, dove le atmosfere pur cupe si dilatano, per poi essere
riprese da un Steve Howe in vena di tirate rock che fa da trampolino per
la nuova sezione vocale, che porterà al nuovo break stavolta strumentale
prima, cantato poi, per la parte conclusiva della canzone.
Testo con riferimenti iper-tecnologici ben lontani dalla mistica andersoniana.

WHITE CAR
Molto sinfonico questa breve composizione, che dal vivo costituirà l'inizio
del solo di tastiere di Geoffrey Downes.
Di fatto un outtake Buggles, dato che che ci sono solo Downes e Horn.

DOES IT REALLY HAPPEN?
Il brano più famoso di Drama. Anche in Italia per essere stato la sigla della
trasmissione televisiva "Disco Ring". Altro riff tra i più noti tra
quelli di basso di Squire. La struttura della canzone è molto lineare, con dei
riff molto accattivanti, che rendono tra l'altro il motivo decisamente
orecchiabile (aggettivo che i progster aborriscono da sempre...).
Sia in questo brano che nel finale Tempus Fugit possiamo ascoltare un Chris
Squire in forma smagliante al basso.

INTO THE LENS
Il brano dove forse Yes e Buggles si fondono in maniera incontrovertibile.
Tanto più che nel secondo album dei Buggles uscito dopo la loro dipartita
dagli Yes stessi verrà riproposto (con un arrangiamento differente) con il
titolo "I Am A Camera", che altro non è che il verso del ritornello
di Into The Lens appunto.
Brano dall'atmosfera melanconica, con un alternanza di chiari e scuri, ritmi
spezzati per contribuire a questa atmosfera quasi da epopea fantascientifica.
I cori sono più in stile Buggles che Yes, ma qui riescono a fondersi molto
bene con le personalità dei "vecchietti", tanto da uscirne uno dei brani migliori
di tutto l'album.

RUN THROUGH THE LIGHT
Altro brano breve e di chiara impronta Buggles. Tra l'altro è l'unico brano
degli Yes dove Chris Squire non suona il basso, ma il piano. Al basso? Trevor
Horn che riprende il suo strumento dal tempo di Video Killed...
Anche questa composizione è molto lineare nella sua composizione, con atmosfere
molto dilatate e un bell'assolo di Howe al termine della composizione.

TEMPUS FUGIT
Altro riffone di Squire per concludere questo disco. Stavolta non c'è il suo
mitico Ric, ma l'Elektra, un prototipo di basso piuttosto massiccio nel peso,
dato che all'interno della cassa contiene oltre ai normali circuiti dei pick-up
anche l'equivalente della circuiteria di 4 effetti diversi. Ma considerata la
statura ed il peso di Squire la cosa non sembra essere particolarmente
fastidiosa...
Brano di tipo corale, con la chitarra di Howe che viene regolarmente lanciata
dalle varie riprese dei riff di Squire. Anche qui si succedono i momenti di
chiaro/scuro, anche se in maniera più serrata. Le parti vocali sono di nuovo
più simili alle atmosfere Yes, e anche dal vivo diventa uno dei brani più
riusciti di tutto l'album (e che ispirerà casualmente il nome della mia
paginetta web che state consultando...)

E qui, ahinoi, arriva il primo vero stop prolungato nella vita degli Yes.
Il disastroso finale del tour inglese in coda al tour mondiale fa precipitare
le cose, e per tre anni degli Yes non si sentirà parlare se non per il fatto
che Steve Howe se ne andrà nei GTR con Steve Hackett e negli ASIA proprio
con Geoffrey Downes, o per Squire e White che tenteranno di formare un
supergruppo, con niente meno che Jimmy Page e Robert Plant degli appena defunti
Led Zeppelin, denominato "XYZ" che stà per l'abbreviazione di
"e
X Yes Zeppelin".
Di queste sessions dove comunque Plant non prenderà mai parte restano noti solo
alcuni demo, in parte poi ripesi da Squire nel suo disco con Billy Sherwood
"Conspiracy" e, a sorpresa, nell'ultimo album in studio degli Yes
"Magnification".
Si faccia avanti il sig. Trevor Rabin, please...



...e cosa ne pensano al riguardo...



tra poco ci saranno?...





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