YESSONGS
1973

1. Opening Excerpt From “Firebird Suite” 3:45
2. Siberian Khatru 9:50
3. Heart Of The Sunrise 11:26
4. Perpetual Change 14:08
5. And You And I 10:55
6. Mood For A Day 3:52
7. Excerpts From “The Six Wives Of Henry VIII” 3:52
8. Roundabout 8:33
9. I’ve Seen All Good People 7:00
10. Long Distance Runaround / The Fish 13:45
11. Close To The Edge 18:41
12. Yours Is No Disgrace 14:21
13. Starship Trooper 9:25

Sing bird of prey,
music begins at the foot of you

FORMAZIONE

Jon Anderson: voce
Bill Bruford: batteria
Steve Howe: chitarre e voce
Chris Squire: basso e voce
Rick Wakeman: tastiere
Alan White: batteria

Se volete leggere la traduzione dei testi di questo disco,
andate alle pagine qui sotto


    e    

 

 

A mio modesto parere...

Quelle che seguono sono delle mie personali riflessioni al volo su questo
sesto disco della saga Yes. Siamo nel 1973. Io avevo 13 anni, e da pochi
mesi avevo iniziato ad avere una idea della loro esistenza (degli Yes, ovvio),
grazie al solito fratello maggiore di un mio compagno di scuola che mi mise in
mano la sua copia di Close To The Edge e mi disse di ascoltarlo e di piantarla
con i Deep Purple (cosa che, confesso, non ho fatto del tutto ovviamente).
Solo che con Yessongs le cose si fanno, per me, epiche. Dopo aver ascoltato CTTE,
leggo su Ciao 2001 che sarebbe uscito a breve un triplo live degli Yes. In questi
casi normalmente uno è chiamato alle prime grosse scelte della sua vita: racimolare
i soldini per potersi comperare un album triplo. Dunque: la paghetta settimanale
non era ancora istituzionalizzata, avevo una sorta di diaria giornaliera per le
merenda a scuola più un "minimo" in caso di inconvenienti (a 30 anni di distanza
non ho ancora capito che cosa intendessero i miei...). Comunque l'unica strada era
percorribile era quella di saltare le merende a scuola e fare musina per l'evento.
Fatti i debiti conti per circa 3 mesi niente "cappuccino" dalla macchinetta e niente
croissant dal panettiere davanti scuola. Essendo sempre stato "leggermente"
sovrappeso la cosa non avrebbe dovuto minare la mia salute...
Quando poi, ad occhio e croce, ritenni di avere raggiunto un punto di risparmio
adeguato, decisi di recarmi (soldi in saccoccia) presso un celebre negozio
(all'epoca) di dischi nuovi e usati (nota per i mestrini che leggono: all'inizio
di Via Bissuola) per "prenotare" la MIA copia di Yessongs. Solo che quando arrivai
sul "luogo del delitto" alla mia richiesta se era possibile prenotare la copia di
Yessongs, per tutta risposta mi vidi piazzare sotto gli occhi una copertina marron
con una nuvoletta decorata di motivi verdi con all'interno un lago con delle
isolette, sotto un cielo dall'atmosfera. Stavo per acquistare il mio primo disco
degli Yes! Statisticamente è provato che quando faccio "acquisti storici" in genere
mi impappino brutalmente (lo ricordo bene quando comprai il Ric, o comprai casa, ma
questo riguarda un'altra pagina non necessariamente web), perciò è quasi certo che
qualche casino l'abbia creato al momento di pagare... Non credo di sbagliare se dico
che tornai a casa come un razzo, e mi piazzai davanti alla mia fonovaligia Geloso,
e religiosamente pulii la puntina, osservai accuratamente la superficie del vinile,
e poi... applausi e un suono di orchestra in lontananza che cresce lentamente...
Ok, ci siamo, non avevo ancora sentito l'attacco di Siberian Khatru che già Yessongs
mi aveva conquistato. Tra le copertine interne di Roger Dean (una delle quali
campeggia come poster vicino al letto in camera) e il librettone di foto dedicate
a ciascun membro della band (tranne Bruford) sarei stato a posto per i prossimi
vent'anni (ero un pessimista, a tutt'oggi siamo a 29 anni e l'orologio continua
a scorrere).
Non so che cosa pensassero i miei ma al compleanno successivo mi arrivò (non
sollecitato) uno stereo (non un hi-fi come si diceva all'epoca, però aveva due
casse separate, potevo chiudere il coperchio sopra il vinile che girava in modo
da evitare maligne e proditorie cadute di polvere), e anche Yessongs suonò in
maniera quasi completamente differente...

Parlare delle singole tracce mi sembra quasi superfluo, posso solo dire che
Yessongs ha di fatto confermato la mia "vocazione" a diventare un bassista.
Posso dire che, a mio parere, ci sono delle versioni di alcune canzoni che gli
Yes negli anni successivi hanno abbandonato o modificato che restano secondo me
insuperate.
Devo far nomi? Devo. Così verrò processato pubblicamente al prossimo concerto
Yes in Italia da chi mi conosce:
And You And I
Perpetual Change
Yours Is No Disgrace

Un discorso a parte merita The Fish (Schindleria Praematurus).
Se uno lo ascolta a 13 anni e ne resta fulminato, che cosa può fare uno se non
iniziare a catalogare (mentalmente) tutte le serate in cui Squire ha suonato
The Fish trasformatasi poi nella versione "antologica" di Whitefish/Amazing Grace?
Anche se il bassista della Yes-cover-band giapponese Aslan anche dopo aver
suonato le parti di Squire in lungo e in largo (e pure bene!) ritiene pretestuosi
i soli del nostro "eroe", io vado giù di testa ogni volta (M****a special: sempre
meglio gli Yes che Enrique Iglesias o The Ark), lo ammetto. Solo che ultimamente
ogni volta che ascolto un concerto dove c'è The Fish il telefono squilla
regolarmente, mmmh, che ci sia sotto qualcosa?
Può essere che prossimamente appaia, da queste parti, una nuova paginetta con la
Top Ten ittica del Garibaldo, e spesso assetato, musico.



...e cosa ne pensano al riguardo...



tra poco ci saranno?...





Torna all'inizio della pagina

Torna alla pagina della discografia

Torna alla pagina iniziale