YESTERDAYS
1975

1. America 10:31
2. Looking Around 3:59
3. Time And A Word 4:31
4. Sweet Dreams 3:47
5. Then 5:46
6. Survival 6:20
7. Astral Traveller 5:53
8. Dear Father 4:18

Sweet dreams,
Can hold the future

FORMAZIONE

Jon Anderson: voce
Peter Banks: chitarre
Bill Bruford: batteria
Steve Howe: chitarre e voce
Tony Kaye: tastiere
Chris Squire: basso e voce
Rick Wakeman: tastiere

Se volete leggere la traduzione dei testi di questo disco,
andate alle pagine qui sotto


    e    

 

 

A mio modesto parere...

Ed eccoci alla prima raccolta antologica della band. Esce in corrispondenza
dell'anno sabbatico dei vari membri della band.
Di "Yesterdays ci sarebbe ben poco da dire, se non per la presenza di due
brani di fatto "rari" all'epoca: "America" cover di Paul Simon e
"Dear Father" uscito solo come singolo ai tempi di "Time And A Word".
Un'altra cosa di contorno della compilation la cover di Roger Dean che, se ci
fate caso la trasposizione esatta nel cosmo Deaniano della cover "censurata" di
"Time And A Word".

AMERICA
Uscita originariamente solo come singolo (in versione abbreviata) e poi sulla
raccolta celebrativa della Atlantic, questa cover di Paul Simon uno dei
brani preferiti della band, tanto che in tempi recenti diventato uno degli
ospiti fissi della scaletta dei concerti Yes.
Il brano si apre con una serie di riff nervosi della chitarra di Howe su una
base di Squire e Bruford, il tutto ricoerto dalle tastiere di Wakeman.
Ed anche la prova di come gli Yes si rivelano anche essere degli ottimi
arrangiatori di brani altrui.
La parte cantata di Anderson decisamente buona e vivace e rende bene la
canzone tanto che sentite per seconda la versione originale, beh, non sarei
tanto sicuro nel dire quale preferisco...
La Parte centrale basata su un assolo tra i pi inusuali di Steve Howe,
veloce, nervoso, scattante, sostenuto da una delle sezioni ritmiche pi
ispirate degli Yes, che con la ripresa del ritornello di Anderson prepara
il trascinante finale con Howe sempre in primo piano.
Questo un "outtake" dell'album "Fragile", e probabilmente
solo la limitazione temporale del vinile ha fatto si che questa piccola
gemma sia stata lasciata fuori dalla scaletta dell'album.

DEAR FATHER
Pubblicata originariamente come lato "b" di "Sweet Dreams" ai tempi di
"Time And A Word", la possiamo prendere come un ennesimo esempio di
come gli Yes abbiamo un certo debito di gratitudine con i Beatles. Il modo
in cui le sezioni orchestrali sono arrangiate da Tony Cox e la produzione di
Tony Colton, ne sono un chiaro esempio. Il brano abbastanza anonimo, anche
se stato stranamente usato come bis nel tour del 1976 (con Patrick Moraz),
ovvero il cosiddetto "Solo Tour".

Le altre canzoni comprese nella compilation sono tutte tratte dai primi due
album della band, alle quali vi rimando, ovvero "Yes" e "Time And A Word".



...e cosa ne pensano al riguardo...



tra poco ci saranno?...





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