UNION
1991

1. I Would Have Waited Forever 6:32
2. Shock To The System 5:09
3. Masquerade 2:18
4. Lift Me Up 6:30
5. Without Hope You Cannot Start
    The Day 5:18
6. Saving My Heart 4:42
7. Miracle Of Life 7:30
8. Silent Talking 4:01
9. The More We Live – Let Go 4:34
10. Angkor Wat 5:24
11. Dangerous
     (Look In The Light Of What You’re
     Searching For) 3:39
12. Holding On 5:24
13. Evensong 0:52
14. Take The Water To The Mountain 3:10
15. Give And Take 0:00

Another town,
And one more show...
Leave it!

FORMAZIONE

Jon Anderson: voce
Bill Bruford: batteria
Steve Howe: chitarre e voce
Tony Kaye: tastiere
Trevor Rabin: chitarre e voce
Chris Squire: basso e voce
Rick Wakeman: tastiere
Alan White: batteria
La canzone "Give And Take" è presente solo come bonus nell'edizione europea


Se volete leggere la traduzione dei testi di questo disco cliccate qui


 

 

A mio modesto parere...

Dopo lo scioglimento della band al termine del Big Generator tour, si costituiscono
i due schieramenti "YesWest" con Squire, White, Rabin e Kaye e "YesEast"
costituiti dai 4 storici Anderson, Bruford, Wakeman & Howe reduci dal buon
successo dell'omonimo disco ABW&H e tour relativo insidiosamente intitolato
"An Evening Of Yes Music Plus", che darà modo agli avvocati delle parti
di poter passare alcune settimane in tribunale per decidere su chi debba
utilizzare il marchio "Yes" e la denominazione "Yes". Cosa non da poco, tanto
che ci vanno in mezzo pure le due case discografiche che hanno sotto contratto
le due parti.
Alla fine si arriva alla salomonica decisione "armata" di fare un tutt'uno
dei due contendenti. Il risultato è questo disco e al relativo tour
diplomatico (spiegherò poi perché). Rick Wakeman, con la sua storica arguzia e
britannico senso dello humor, ha sempre soprannominato questo disco "Onion"
(cipolla) perché la situazione era così triste e forzata da far piangere...
In effetti questo è un disco fatto a scacchiera in mezzo mondo. Quando c'era
uno YesWest in studio non c'era nessuno dell'altro schieramento, i produttori
dovevano prendere quasi chi capitava per andare avanti con le sedute di
registrazioni, e di fatto alla fine Union diventa due mezzi dischi messi
assieme: il seguito di Big Generator ed il quasi secondo di ABW&H.
Per meglio capire la situazione dopo ogni brano troverete un codice:
(YE) - Yes East ovvero Anderson, Bruford, Wakeman & Howe
(YW) - Yes West ovvero Squire, White, Rabin & Kaye

I WOULD HAVE WAITED FOREVER (YE)
Forse una delle cose migliori di tutto il disco. Una composizione davvero
ispirata e grintosa. Siamo in pieno ABW&H, cosa confermata anche dal
lavoro di basso di Tony Levin. Grandi lavori delle voci ed anche un Howe
molto attivo alle chitarre.

SHOCK TO THE SYSTEM (YE)
Un'altra canzone con un riff davvero accattivante, forse più suonata
rispetto alla precedente, comunque godibile.

MASQUERADE (YE)
Classico solo di chitarra di Howe. Classe, stile, gusto.
tutto quello che c'è da aspettarsi dal Maestro.

LIFT ME UP (Yw)
Ecco far capolino i "cattivi maestri". Casualmente Rabin ha sempre
definito il brano migliore del disco "e non perché l'ho scritto io", cito
testualmente. Il brani apre con uno svisone di chitarra di Rabin, sul
quale si innesta un arpeggio di tastiera (ciao Tony!!), che fa da preparazione
alla strofe cantate da Jon e Trevor su un semplice arpeggio di chitarra.
Il cantato a seconda del momento vede l'uno o l'altro un po' più in primo
piano. Squire se ne sta tranquillo in secondo piano a fare da supporto.
Miglior brano del disco. Mah, per me c'è di meglio.

WITHOUT HOPE YOU CANNOT START THE DAY (YE)
Brano di atmosfera questo con un bel Wakeman al piano a condurre la danza
sui vocalizzi di Anderson, che l'ingresso di Howe alla steel preparano il
cambio di atmosfera. Un altra composizione che non passerà alla storia ma
almeno ha gusto da vendere...

SAVING MY HEART (Yw)
Torniamo ad atmosfere che avevamo lasciato in Big Generator. Un quasi
reggae proprio da AM-Radio, che riprende atmosfere nel ritornello tipiche
di quei Fleetwood Mac imperanti all'epoca.

MIRACLE OF LIFE (Yw)
All'improvviso si torna su atmosfere più prog con l'apertura di questo
brano con le tastiere di Kaye che si sentono, su una base ritmica
frastagliata di White e Squire. Il tutto per passare ad un break di atmosfera
con uno Squire in evidenza, che prepara la parte cantata. Anche qui Rabin e
Anderson si alternano a prendere il primo piano vocale. In questo brano,
dovessimo fare un paragone sportivo, YW tenta di rimontare il 3-0 al
quale sono costretti, e vanno al (qui) meritato 3-1. Che sia un caso che ci
sia lo zampino di Eddie Offord? Ma quanto bello non è rivedere certe persone
alla consolle?

SILENT TALKING (YE)
E' evidente che la corazzata YE ha ancora armi da utilizzare, e lo fa in
questo brano di atmosfere di grande pathos, dove le tastiere di Wakeman e
le chitarre di Howe spadroneggiano. E' evidente anche che Anderson è molto
più a suo agio in questo ambiente. E si va sul 4-1.

THE MORE WE LIVE - LET GO (Yw)
Ma è lo YW che segna forse il goal più bello del disco con questa gemma di
Chris squire e dell'allora "sconosciuto" Billy Sherwood che "apprezzeremo" in
seguito. Ma quel che colpisce è che il brano, stavolta proprio prodotto da
Eddie Offord, ci fa vedere che cosa è ancora capace di combinare dopo anni
di quasi ritiro. Ed il brano è comunque, a mio parere, di una spanna sopra
tutti gli altri brani. Lo score è 4-2 per YE.

ANGKOR WAT (YE)
Brano etno andersoniano. Con tanto di poesia recitata in cambogiano. Ed è anche la prima volta che una voce femminile appare in un disco Yes. Gran lavoro di Wakeman alle tastiere. DANGEROUS
(Look in the light of what you're searching for)
(YE)
Si ritorna sui ritmi che hanno aperto il disco, con Levin che "slappa"
allegramente al basso. Ancora una volta gran lavoro delle voci di Jon.
Inusuali i break percussivi di Bruford che si sfoga con i suoi pad.

HOLDING ON (YE)
I ritmi proseguono anche in questo brano, anche se sono le chitarre con
le loro pennellate echeggianti a condurre le danze. Ancora grandi armonie di
Jon, specie nel ritornello che prepaprano l'arrivo di Howe, per proseguire
sulla loro alternanza di break. Punteggio immutato ma il centrocampo è
chiaramente YE e la partita oramai è vinta.

EVENSONG (YE)
Strana composizione, molto breve, quasi ambent.

TAKE THE RIVER TO THE MOUNTAIN (YE)
Per gli americani il disco si chiude con questa canzone d'atmosfera. Niente
di particolare da segnalare, se non le tavolozze di colori utilizzati per
contornare il cantato di Anderson.

GIVE AND TAKE (YE)
Per noi europei invece arriva quasi il brivido dell'autogoal. Magari in moviola
si è pure visto che la palla ha passato la linea di rete, però l'arbitro dice
che è tutto regolare.
Non chiedetemi perché l'hanno inclusa. Fosse stata su un disco solo del
Maestro Howe, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire, ma non è proprio che si
sarebbe definito Yes-material.

A seguito di questo disco segue il tour promozional/legale. Perché anche il
palco è di fatto diviso rigidamente in YE e YW. Guardando dalla platea troviamo
sulla sinistra tutto lo YesWest con Squire a fare da frontiera orientale, a destra
troviamo lo YesEast con Anderson a guardia del confine occidentale.
Il video "Union Tour" è assolutamente impietoso da questo punto di vista.
Sono proprio due band che suonano contemporaneamente sul palco (le espressioni
di Steve Howe sono assolutamente mitiche). Comunque come sempre capita in questi
casi "politici" nasce anche una mutua ammirazione tra Wakeman e Rabin.




...e cosa ne pensano al riguardo...



tra poco ci saranno?...





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