TALK
1994

1. The Calling 6:52
2. I Am Waiting 7:22
3. Real Love 8:42
4. State Of Play 4:58
5. Walls 4:52
6. Where Will You Be 6:03
7. Endless Dream 15:41

Don't you know,
There's my way out

FORMAZIONE

Jon Anderson: voce
Tony Kaye: tastiere
Trevor Rabin: chitarre e voce
Chris Squire: basso e voce
Alan White: batteria
In Giappone la versione in CD contiene dopo "Endless Dream"
la versione estesa di "The Calling", così come nella ristampa
effettuata nel 2002 (la cosiddetta "Collector's Edition") dalla Spitfire Records.

Se volete leggere la traduzione dei testi di questo disco cliccate qui


 

 

A mio modesto parere...

Ed eccoci al disco che io amo odiare di più di tutta la discografia Yes.
Proprio non mi va. Soprattutto quando scopri che alcuni degli sprazzi più belli
del disco li hanno tolti dal missaggio finale, ma te li piazzano nel promo
per le radio che, notoriamente degli Yes si interessano davvero poco. Se non
altro ho avyto la fortuna di avere un amico che lavora in una radio che mi ha
cortesemente fornito di "copia" di detto promo così da tacitare la mia fame
yessofila.
Che poi proprio di un brutto disco non si può proprio parlare, qualche sprazzo
c'è, addirittura forse contiene la migliore cosa che Rabin ha fatto con gli Yes,
solo che è arrivata, come al solito, troppo tardi.
Da notare che per la gran parte del disco Trevor suona pure le tastiere, lasciando
a Tony Kaye solo delle parti quasi marginali di organo Hammond.
Tra l'altro questo è il primo disco registrato completamente in digitale della
band su due Hard Disk da 40Gb (un HD che all'epoca nessuno di noi si sognava...),
e ricordiamoci che stiamo parlando del 1994.
Ma vediamolo da vicino questo "controverso" disco.

THE CALLING
E' il brano incriminato con la parte centrale mancante, ma presente sul promo.
Brano dal ritmo sostenuto con un gran dispiegamento di chitarre e di cori.
Anche qui le radio americane sono in sottofondo per l'impostazione di alcune
sonorità. Quello che salta subito all'orecchio è il marcato marchio di fabbrica
di Trevor Rabin, oramai pienamente in controllo compositivo della band.

I AM WAITING
Altro brano di grande atmosfera, con continui sbalzi di sonorità, tra il sognante
del cantato di Jon e le chitarre ora potenti ora delicate di Trevor.
Un brano che viaggia sempre con un senso di incompiuto addosso.

REAL LOVE
Il brano inizia con una sorta di crescendo misterioso basato sulle tastiere di
Rabin e il basso di Squire, che porta all'ingresso del cantato di Anderson.
L'atmosfera ricorda molto Big Generator in questa parte iniziale, e solo quando
arriva il ritornello il brano inizia a prendere quota anche a livello di
orchestrazione. Si rientra poi in quell'atmosfera pesante da Big Generator.

STATE OF PLAY
Altra song rabiniana, grandi chitarroni tirati, che sfociano in un muro di chitarre
acustiche per l'inizio della strofa, per poi arrivare al ritornello cantato dove
le tastiere prendono per mano la composizione per riportarla al riff iniziale
dove partono gli assoli di Rabin e al break vocale di Rabin.

WALLS
Brano con una storia alle spalle. Roger Hodgson, uno dei leader dei disciolti
"Supertramp" era stato pe qualche settimana in predicato di entrare negli
Yes, e quella che ascoltiamo poteva essere benissimo il nuovo sound degli anni '90
degli Yes. Ovvero il suono Supertramp. Infatti questa Walls è 100% puro Hodgson,
ovvero un altra maniera di intendere il rock, rock sofisticato, con una sottile vena
umoristica (ricordate la copertine di Supertramp di "Crisis? What Crisis?" oppure
"Breakfast in America"?). Il brano indubbiamente ottimo per gli States, non a caso
gli Yes lo hanno eseguito ad esempio al "Late Show with Dave Letterman", in una
performance immortalata, per fortuna, in qualche videocassetta privata.

WHERE WILL YOU BE
Su un ritmo ipnotico molto "YesWorld Music" si sviluppa questa ballata Andersoniana
che sarebbe stata perfetta in un album di Jon come solista, ma che in un disco Yes
per come è strutturata, lascia un po' perplessi. Anche in questo caso la dinamica
della canzone si sviluppa in un crescendo di atmosfera che culmina con il cambio
di tonalità, da minore a maggiore, per ritornare in minore pe l'assolo di Rabin
con l'acustica.

ENDLESS DREAM
Ok, qui lo dico e lo scrivo pure su internet.
Questa composizione è la miglior cosa di Rabin con gli Yes. Finalmente qui
qualcuno o qualcosa ha fatto capire a Trevor cosa doveva scrivere o avrebbe dovuto
scrivere dal 1983 al 1994.
Divisa in tre parti, qui gli Yes recuperano le sonorità e le energie che li hanno
resi grandi.
Si parte con "Silent Spring su un serrato e sospeso arpeggio di pianoforte,
sul quale si innestano i break di basso e chitarra, dal quale si diparte il primo
tema di basso, sopra il quale la chitarra lanciata di Rabin fa il suo primo solo.
Con l'ingresso del cantato di Rabin si passa alla seconda parte Talk.
Ancora il piano ad introdurre il secondo tema principale della composizione che
introduce il cantato di Anderson. Finalmente delle atmosfere convincenti, ed uno
sviluppo tematico che lascia ben sperare. Segue una sezione "quasi elettronica"
con le chitarre filtrate di Rabin che ci portano all'esplosione del primo solo
che riprende poi il primo tema cantato da Anderson. A questo punto si dipanano
tutte le variazioni sui vari temi finora esposti. Fino ad arrivare alla quasi
sacrale terza parte Endless Dream con la quale si conclude questa
cavalcata sonora finalmente convincente.

Due parole su cosa ci siamo persi originariamente nel brano si apertura, che
ta l'altro abbiamo a disposizione in due maniere. La prima è la versione
giapponese di Talk che conteneva già originariamente in coda al CD la
versione completa di "The Calling", la seconda è la versione cosiddetta
"Collector's Edition" che contiene in coda al CD appunto anche questa la
versione originale di The Calling, oltre ad un agile saggio sugi Yes di Chris
Welch, ex giornalista del "Melody Maker" e biografo ufficiale della band fin
dagli esordi.
Dicevo il momento topico arriva al 3:47 fino al 4:58, quando si aprono delle
atmosfere dilatate che avevamo scordato dai tempi di "Close To The Edge". E'
poco più di un minuto ma che cambia completamente la fruizione del brano.



...e cosa ne pensano al riguardo...



tra poco ci saranno?...





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