KEYS TO ASCENSION 2
1997

Disco 1
1. I’ve Seen All Good People 7:16
2. Going For The One 4:58
3. Time And A Word 6:23
4. Close To The Edge 19:40
5. Turn Of The Century 7:55
6. And You And I 10:48
Disco 2
1. Mind Drive 18:37
2. Foot Prints 9:09
3. Bring Me To The Power 7:25
4. Children Of Light 6:02
5. Sign Language 3:29

Onward through the night,
Of my life

FORMAZIONE

Jon Anderson: voce
Steve Howe: chitarre e voce
Chris Squire: basso e voce
Rick Wakeman: tastiere
Alan White: batteria
I brani del Disco 2 sono state registrati in studio,
tutti gli altri sono ripresi dalla tre giorni di San Luis Obispo, Calif.

Se volete leggere la traduzione dei testi di questo disco cliccate qui


 

 

A mio modesto parere...

Anche questo disco come il precedente vede una parte live ed una in studio.
Se nel precedente la parte live aveva una parte prteponderante, qui siamo giusti
al 50%, con il primo disco live ed il secondo in studio.
Devo dire di essere rimasto sorpreso all'epoca delle selezioni (non avevo ancora
internet all'epoca...), e mi alambiccavo il cervello per capire quale poteva essere
la scaletta di quei concerti. Ma non divaghiamo.
Anche questo disco live ha le medesime caratteristiche del precedente, ovvero dove
c'è bisogno si "rammenda" in studio.
Se "I've Seen All Good People" e "And You And I" sono brani che
possiamo tranquillamente definire di routine, e che alcuni vorrebbero non vedere
più in scaletta per almeno un decennio, le vere cose da ascoltare sono Close To
The Edge
, Going For The One e forse la miglior versione che gli Yes hanno
portato "on Stage" di Time And A Word, con una menzione di tutto riguardo per
Turn Of The Century.

MIND DRIVE
Atmosfera rilassata e d'ambiente con la classica di Howe a ricamare le prime armonie.
Un sognante basso di Squire si inserisce a dialogare con Howe, mentre le tastiere di
Wakeman tessono l'ambiente in sottofondo, per poi esplodere in un riff... ma io
questo l'ho già sentito... fatemi fare mente locale... nooo, mah, forse, potrebbe
essere... ci sono! E' un riff dei demo degli XYZ con Jimmy Page! Un recupero
di sicuro inaspettato, ma con un ispirato Howe a condurre le danze fino
all'ingresso di Anderson che inizia la parte vocale, tutto condotto sul filo
di una tensione costante dato dal potente giro di basso e batteria, supportati
dal lavoro di Wakeman, che porta al break dove a un momento più rilassato si
alternano momenti più sostenuti. E così si va a seguire per il resto della
composizione con un Wakeman che pian piano conduce e sottolinea tutti i momenti
topici della composizione.
Che siano tornati i bei tempi? Grandi chitarre, sezione ritmica potente, tastiere
in gran spolvero e un Anderson ispirato, beh è chiaro, stiamo ascoltando il nuovo
grande "desaparecido" dalle scalette live degli Yes. Infatti prima degli ultimi
tour, sia all'interno della band che all'esterno (ovvero i newsgroups di
internet dei fans della band) ci sono state grandi discussioni se questo brano
dovesse essere o meno eseguito live. Si sa per certo che Howe ne era favorevole,
altri nella band meno, e se ci mettiamo i "niet" di Howe su "Owner Of A Lonely
Heart", fatevi un due-più-due e capirete un po' delle politiche interne Yes...
Resta il fatto che Mind Drive è decisamente una gran composizione, nella
grande tradizione delle suite Yes. Speriamo solo di non dover aspettare 20 anni
prima di poterla gustare in una esibizione dal vivo.

FOOT PRINTS
Con questo brano ritorniamo a quelle atmosfere corali che si riconducono agli
stilemi di I've Seen All Good People con una base ritmica decisamente più
anni '90, con un grande Squire alla seconda voce e con dei riff assassini di basso
che fanno da ponte tra strofa, ritornelli e interludi. Per passare poi alle chitarre
di Howe a prendere per mano il brano prima del rientro delle voci. Eh si, questi
sembrano proprio gli Yes che ci aspettavamo di sentire da anni e anni.
Sayonara Trevor Rabin...
Sono sempre un "trooper" in-fondo-in-fondo...

BRING TO THE POWER
Ancora un inizio di brano molto sospeso, prima di una partenza di una serrata
sezione ritmica di basso, batteria e tastiera, che portano alla parte vocale
sostenuta da un gran lavoro di Howe, che porta ad una sezione più spaziale
dove la tipica song andersoniana viene egregiamente sostenuta dal lavoro di Howe.
La parte centrale riprende alcune atmosfere di Union, anche perché il drumming
di Alan White in alcuni passaggi sono di chiara matrice brufordiana. Verrebbe
da chiedersi fino a che punto la produzione Sherwood ci abbia messo lo zampino...

CHILDREN OF LIGHT
La prima parte del brano Children Of Light ha un inizio corale con grande
atmosfera di percussioni, pianoforte e pennellate di chitarra sitar.
Il ritornello ci riporta in zona più dichiaratamente Andersoniana, fino all'inizio
etereo della seconda parte Lifeline, dove in un'atmosfera molto ispirata
a Close To The Edge la steel di Howe prende il sopravvento sopra un gran lavoro
di tastiere di Wakeman.

SIGN LANGUAGE
Un Wakeman pianistico molto notturno e sognante apre questo inusuale brano che
conclude il disco in studio, con le tastiere di Rick che aprono la strada ad un
solo di chitarra che introduce anche i temi melodici della composizione, e sui
quali poi Howe stesso divaga amabilmente. Confesso, sembra di ascoltare più una
composizione dei "Camel", che degli Yes...
Il brano poi va a sfumare su dei glissati di slide di Howe.

Anche questo doppio cd ha parecchie luci e più di qualche ombra.
Gli yes qui ci regalano due indubbie gemme in Mind Drive e Footprints,
ma anche cose che lasciano un po' il sapore di qualcosa di riempitivo come la
traccia conclusiva Sign Language.
Inoltre resta sempre il fatto che sappiamo che parte delle tracce dal vivo,
proprio... fresche-fresche di giornata non lo sono poi molto...



...e cosa ne pensano al riguardo...



tra poco ci saranno?...





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