GOING FOR THE ONE
1977

1. Going For The One 5:30
2. Turn Of The Century 8:58
3. Parallels 6:52
4. Wonderous Stories 3:45
5. Awaken 15:38

Now you tried most everything,
and nothing is taking you higher

FORMAZIONE

Jon Anderson: voce
Steve Howe: chitarre e voce
Chris Squire: basso e voce
Rick Wakeman: tastiere
Alan White: batteria

Se volete leggere la traduzione dei testi di questo disco cliccate qui


 

 

A mio modesto parere...

Il disco della rinascita?
Un dubbio all'epoca, una certezza dopo il tour che ne seguì la pubblicazione.
E' il disco "svizzero" della band. Registrato sulle sponde del lago di
Ginevra a Montreaux (Machine Head dei Deep Purple vi dice niente?) con puntate a
Vevey, questo disco vede il rientro (a sua iniziale insaputa) di Rick Wakeman,
nell'ennesimo "colpo di scena" (bisognerebbe scriverlo alla francese, ma temo
che avrei scritto un obbrobrio non conoscendo il verbo transalpino) orchestrato
da Chris Squire che, con un azzardo degno dei migliori giocatori di BlackJack,
aveva già dato per garantito il rientro di Rick negli Yes a Chris Welch del
Melody Maker con almeno tre giorni di anticipo, prima ancora di averlo chiesto
a Wakeman stesso, tanto che MM aveva già preparato la cover con la notizia del
suo rientro, cover che uscirà poi il giorno dopo la telefonata di Chris a Rick.
La storia narra che quando Rick vide la cover del MM richiamò Chris e gli chiese
come avessero fatto al MM sapere che sarebbe rientrato negli Yes, Chris rispose:
"beh, è stato un rischio molte ben calcolato...".
GFTO è un disco di una freschezza assoluta.
Dopo aver forse sviscerato forse al limite estremo il formato "sonata"
applicato al rock progressivo con CTTE, TFTO e Relayer, gli Yes ritornano alle
composizioni decisamente più rock, anche se il disco contiene forse una delle
vette compositive della band, ovvero "Awaken".

GOING FOR THE ONE
La voce di Alan White che "batte quattro", come si dice in gergo musicale,
è forse la partenza più inusuale per una band prog che si possa immaginare.
Ma è anche il segnale istantaneo che siamo per essere inondati da un brano
energetico, dove Steve Howe con la sua steel guitar conduce la danza con un
piano di Wakeman che riprende in pieno le atmosfere del rock and roll dei bei
tempi andati. Ma che siamo nel 1977 ci pensano le voci di Anderson e Squire e la
linea sincopata del basso che fa da contraltare alla steel sparata di Howe.
La voce di Anderson riesce ad essere tra le più tirate ed in forma di tutta la sua
carriera. Un brano che se voleva essere un segnale di ritorno ad un rock più
"sanguigno" da parte della band ci riesce perfettamente.

TURN OF THE CENTURY
Rock sanguigno?
Va bene, cancellate tutto.
Con TOTC rientriamo in un atmosfera assolutamente opposta.
Atmosfere quasi medievali in una storia d'amore tipica di cappa e spada, dove la
chitarra classica di Howe e la voce sognante di Anderson sono la spina dorsale
del brano. Il tutto impreziosito dal sottile lavoro di sottofondo delle tastiere
e poi dal pianoforte di Wakeman e di qualche pennellata di basso di Squire.
Un brano assolutamente splendido, soprattutto nel crescendo finale dove le
chitarre di Howe conducono il brano al suo finale mentre Anderson conclude la
sua triste narrazione.

PARALLELS
Un brano potente ed uno sognate e raffinato. Finora parità assoluta.
E adesso?
Un organo da chiesa a canne? Un organo da chiesa a canne?
Si, proprio così, ed un riff di basso che più Squire non si può, e rieccoci con
un altro brano assolutamente trascinante (e che tra l'altro aprirà tutto il
tour del 1977).
Una composizione per certi versi inusuale, perché l'organo a canne non è proprio
per le sue caratteristiche fisiche e meccaniche un organo da rock. Infatti
l'organista quando esegue le sue partiture, le esegue mediamente con non meno di
10 secondi di anticipo rispetto a quando l'organo emetterà materialemente un
qualsivoglia suono. Quindi potete immaginare come se la sia passata Wakeman nel
registrare questo brano. Inoltre si sente spesso nel corso del brano la
macchinosità dei cambi di esecuzione. Ma il risultato è veramente notevole.
L'uso dell'organo della Chiesa di San Martino a Vevey si rivelerà una piacevole
costante del disco, tanto che alcuni ben noti outtakes di questo disco vedono
questo strumento protagonista (outtakes che verranno in parte poi pubblicati
nel cofanetto quadruplo "YesYears").

WONDEROUS STORIES
Questo diventerà "l'Hit Single" della band. Una sognante ballata tipicamente
andersoniana. Qui le atmosfere barocche riaffiorano nel lavoro di Wakeman che in
questo caso prendono il sopravvento sul lavoro di Howe, che solo con i suoi svisi
finali rientra in gioco.

AWAKEN
Il pianoforte di Wakeman con le sue tipiche scale velocissime da il via ad uno
dei capolavori degli Yes.
L'attacco di Anderson sottolineato dalla steel di Howe, fa da pedana di lancio
al tema di chitarra contrappuntato dal basso di Squire e dalle voci corali di
Anderson, Squire e Howe. Segue un'altro tirato assolo di Howe, che si risolve in
una ripresa cantata che mantiene l'atmosfera di attesa mozzafiato che viene
poi sciolta nella variazione del tema ripresa dalle tastiere di Wakeman.
Questo ci porta ad una nuova parte cantata più distesa ma sempre sostenuta dalle
tastiere. Per poi arrivare al break centrale dove l'atmosfera sostenuta delle due
parti iniziali si perde improvvisamente su un tappeto ipnotico di campanelle
intonate, la piccola arpa di Anderson e gli organi (Hammond e l'organo a canne)
a comandare le danze mentre i mellotron a coro propongono nuovi spunti armonici.
La base ritmica è data dal basso di Squire (in questo caso il ben noto triplo
manico di liuteria).
Dopo questa parte eterea arriva il break vocale di Anderson che rischiara
l'atmosfera, in un crescendo corale sostenuto da Howe e Wakeman che, con un
intervento magistrale dell'organo a canne, che ci riportano al tema iniziale,
che fa da conlusione sognante della suite.

Che dire alla fine? Questo disco sicuramente rassicurò tutti i fans della band
che l'anno sabbatico era stato, appunto, un anno sabbatico. Il ritorno di Wakeman,
ed una band in gran forma sono stati il miglior segnale che gli Yes, alla fin fine,
c'erano ancora.



...e cosa ne pensano al riguardo...



tra poco ci saranno?...





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