CLOSE TO THE EDGE
1972

1. Roundabout 8:29
2. Cans And Brahms 1:35
3. We have Heaven 1:30
4. South Side Of The Sky 8:04
5. Five Per Cent For Nothing 0:35
6. Long Distance Runanround 3:33
7. The Fish (Schindleria Praematurus) 2:35
8. Mood For A Day 2:57
9. Heart Of The Sunrise 10:34

Move forward,
was my friend only cry

FORMAZIONE

Jon Anderson: voce
Bill Bruford: batteria
Steve Howe: chitarra e voce
Chris Squire: basso e voce
Rick Wakeman: tastiere


Originariamente "Five Per Cent For Nothing" era intitolata
"Suddenly It's Wednesday", ed il titolo fu cambiato al volo
quando gli Yes decisero di sostituire il loro primo manager con Brian Lane.

Se volete leggere la traduzione dei testi di questo disco cliccate qui


 

 

A mio modesto parere...

Quelle che seguono sono delle mie personali riflessioni al volo su ciascun
brano di questo quarto disco della saga Yes. Siamo nel 1972. Io avevo 12 anni,
e tra meno di un anno avrei iniziato ad avere una pallida, beh diciamo pure
esplosiva, idea della loro esistenza (degli Yes, ovvio).
Qui inizia anche la collaborazione, fondamentale per gli Yes, di Rick Wakeman,
di fatto "IL" tastierista Yes per antonomasia.


ROUNDABOUT
Un loop di piano suonato rovesciando il nastro è l'accoglienza del secondo hit
di sempre degli Yes. Vagamente basato sulla vita on the road della band, la
canzone inizia il periodo della definitiva maturazione della band. Grandi
armonie vocali, un riff di basso tra i più rauchi e cavernosi del rock, delle
tastiere che escono dagli schemi stretti dell'Hammond (motivo per la dipartita
di Tony Kaye, il suo rifiuto di espandere il suo arsenale tastieristico, cosa
invece assolutamente naturale per il giovine Wakeman, enfant prodige della
Londra rock di quel tempo, appena uscito dall'esperienza del folk-rock degli
Strawbs), anche se in Roundabout tutti ancora presenti anche se in maniera più
barocca visto l'uso della mano destra che ha Wakeman e che caratterizzarà anche
i seguenti due album in studio (oltre al live Yessongs). Howe mescola chitarre
acustiche ed elettriche in maniera mirabile, con Bruford in netta crescita di
suono e stile.

CANS AND BRAHMS
(Extracts from Brahms' 4th Symphony in E Minor 3rd Movement)
Caratteristica di Fragile è quella di contenere 5 brevi composizioni individuali
dei singoli membri degli Yes. Il primo a lanciarsi è Wakeman con questo assolo
di tastiere tratto da una sifonia di Brahms. In realtà questo è un brano di
ripiego per motivi contrattuali con un'altra casa discografica.

WE HAVE HEAVEN
Anderson è il secondo ad apparire con un brano che è una sorta di filastrocca
con sovrapposizione delle parti vocali tutte eseguite da Anderson stesso, con
tanto di finale "teatrale".

SOUTH SIDE OF THE SKY
Di questo brano gli appassionati degli Yes potrebbero scrivere e parlare per
decenni. Misteriosamente eseguito solo due volte dal vivo in maniera incompleta,
è un brano che istantaneamente entra nella mitologia di qualunque Yes-fan.
Forse anche per questo motivo è da sempre in testa alla lista dei brani che
gli appassionati si aspettano/aspettavano di sentire dagli Yes dal vivo.
Storia di avventure alpinistiche in parti sperdute dell'universo, le strofe sono
sostenute da un riff di chitarra molto duro (per gli standard Yes), per poi
perdersi nella parte centrale con un Wakeman al piano ispirato come poche volte,
e soprattutto un intreccio vocale che, a mio parere, se non è diventato un punto
di arrivo della storia Yes, beh vi arriva davvero vicino!
L'intreccio delle voci sulla base di piano, con il basso e la batteria a tessere
un improba base ritmica sull'armonia della mano sinistra di Wakeman, in una
continua atmosfera di sospensione, portano il tutto a perdersi nel crescendo
sibilare degli oscillatori ad evocare il rumore del vento cosmico fino a
rientrare... nella "navicella" dove Anderson riprende la sua narrazione.
Un autentica gemma che adesso possiamo sentire di nuovo dal vivo con le
nostre orecchie (e magari più tardi grazie a qualcuno con un dat o un minidisc
con le pile belle cariche!!).

FIVE PER CENT FOR NOTHING
Questo è il contributo del... ragionier Bruford.
Inizialmente intitolato "Suddenly It's Wednesday", il titolo è stato modificato
quando gli Yes all'atto di cambiare manager promisero il 5% dei futuri introiti
al vecchio manager.
Breve composizione sbilenca totalmente fuori dagli schemi Yes. Forse una delle
cose annotate da Robert Fripp per accogliere di lì a poco Bruford nella sfera
King Crimson?

LONG DISTANCE RUNAROUND
Questo brano assieme al seguente ha sempre avuto un posto particolare nella
mia scala delle preferenze Yessiane. Considerato che suono il basso (e ho
pure un Rickenbacker 4001cs, il Chris Squire limited edition) potrebbe
spiegare molte cose (o forse tutte), ma resta il fatto che LDR ha uno dei
riff più peculiari in tutta la storia compositiva degli Yes. Non a caso è
saltato fuori a sorpresa nel tour con l'orchestra del 2001.

THE FISH (SHINDLERIA PRAEMATURUS)
Uno dei due o tre motivi che mi hanno fatto decidere di prendere il basso
in mano e di imparare a suonarlo (il Jack Casady dei Jefferson Airplane di
Thirty Seconds Over Winterland è di sicuro il secondo buon motivo, per il
terzo motivo credo avrei 18 o 19 casi di parità...).
Il brano è una sorta di composizione multistrato di basso Rickenbacker.
Basato su due tracce base costituite dagli armonici al 12° e al 19° tasto,
e ad un ostinato sul mi basso e susseguente glissato, si sovrappongo più
linee melodiche di basso, fino all'esposizione finale del coro vocale. Di
fatto The Fish è la "codifica" di quello che era già l'assolo di basso che
Squire eseguva già a partire dal tour di Yes Album con Howe.

MOOD FOR A DAY
Secondo fondamentale solo di Steve Howe stavolta con una chitarra spagnola
(corde in nylon). Atmosfere quasi mediterranee, ed una vena classicheggiante
pervadono questo brano che assieme a Clap diventerà la perenne base di tutti
i siparietti solistici di Howe con gli Yes.

HEART OF THE SUNRISE
Se avevo ancora qualche dubbio su quale sarebbe stato il mio strumento, beh
HOTS l'ha fugato definitivamente! Basato su un tempo in 6/8 ha uno dei migliori
riff di basso della storia del rock (ottimo anche a livello didattico, e ottimo
per scaldarsi prima di un concerto), ma non c'è solo Squire, ci sono tuti gli
Yes che girano a mille.
Anche qui la forma compositiva è quella della sonata. Si passa da momenti
sognanti a sprazzi di assoluto vigore, con esposizione, modifica e ripresa
dei temi che ogni volta si ripresentano on piccole modifiche e che portano
il brano ad un continuo crescendo di tensione che sfocierà nella ripresa
finale del riff di apertura con conclusione stoppata all'improvviso.

Ma le sorprese non finiscono qui.
Forse qui abbiamo uno dei primissimi casi di quasi "ghost track" invece che
su CD su... vinile. Infatti pochi secondi dopo la conclusione di HOTS si sente
il rumore di una porta che si apre di scatto e parte un reprise di
We Have Heaven a sorpresa che va in lento dissolvimento.



...e cosa ne pensano al riguardo...



tra poco ci saranno?...







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