YES
1969
Copertina dell'edizione inglese

1. Beyond And Before 4:50
2. I See You 6:33
3. Yesterday And Today 2:37
4. Looking Around 3:49
5. Harold Land 5:26
6. Every Little Thing 5:24
7. Sweetness 4:19
8. Survival 6:01

Looking around,
everyday

FORMAZIONE

Jon Anderson: voce
Peter Banks: chitarre
Bill Bruford: batteria
Tony Kaye: tastiere
Chris Squire: basso e voce
YES
1969
Copertina dell'edizione americana ed europea

1. Beyond And Before 4:50
2. I See You 6:33
3. Yesterday And Today 2:37
4. Looking Around 3:49
5. Harold Land 5:26
6. Every Little Thing 5:24
7. Sweetness 4:19
8. Survival 6:01

Looking around,
everyday

FORMAZIONE

Jon Anderson: voce
Peter Banks: chitarre
Bill Bruford: batteria
Tony Kaye: tastiere
Chris Squire: basso e voce

Se volete leggere la traduzione dei testi di questo disco cliccate qui


 

 

A mio modesto parere...

Quelle che seguono sono delle mie personali riflessioni al volo su
ciascun brano di questo disco di apertura della saga Yes. Siamo nel 1969.
Io avevo 9 anni, non avevo la più pallida idea della loro esistenza
(degli Yes, ovvio), The Rokes impazzavano sul mio giradischi assieme ai
Beatles, Patty Pravo, Claude Francois (ve lo ricordate?), e a chiunque
facesse, diciamo così, bella figura a San Remo (Son Scemo, io?).
Mi sa che nel 1969 se la memoria non mi tradisce c'erano i Vanilla Fudge
a San Remo con Some Velvet Morning! In differita video
(Ampex, si diceva all'epoca in gergo tecnico) perché non poteva la RAI
montare e smontare il set dei Fudge in 20 secondi fintanto che il fine
presentatore/dicitore di turno presentava il prossimo brano...

BEYOND AND BEFORE
Di chi potevano essere le primissime note del primo disco Yes?
Ma di Chris Squire, naturalmente.
E tanto per fare qualcosa di diverso pure nell'ottava alta del suo Ric...
Retaggio dei Mabel Greer's Toy Shop, gli Yes iniziano subito con le
armonie vocali che furono uno dei primi argomenti nei quali Anderson
(allora cameriere) e Squire (pigro avventore) convennero in un tavolo
del La Chasse quando vennero spinti uno verso l'altro da Jack Barrie.
Atmosfere da pop-psichedelia allora imperante, con organo (Tony Kaye) e
chitarre (Peter Banks) in sottofondo su un ritmo di batteria (Bill Bruford)
e basso subito in evidenza.
Con il senno di poi (miseri 33 anni dopo...), alcuni piccoli break
nell'ambito della song danno l'idea di erano i punti nei quali la band
dal vivo poteva divagare.

I SEE YOU
Una delle cover che gli Yes avevano in repertorio nei loro primissimi
mesi di vita, anche perché non potevano mica campare con In The Midnight
Hour in versione da 90 minuti per sempre...
Anche in questo caso le armonie vocali sono preponderanti, solo che la
canzone viene riproposta in maniera molto jazzata con un lungo assolo di
Peter Banks sottolineato solo dal drumming di Bruford, che esplode in
maniera molto rock con gli stacchi di organo e basso e la chitarra ora
molto più grintosa di Banks a condurre le danze fino alla strofa finale.
Anche qui con il senno di poi, il basso di Squire fa capire che qualcosa
di leggermente diverso dal solito sotto-sotto c'è.

YESTERDAY AND TODAY
Oggidì parleremmo di tipica ballata andersoniana, una chitarra acustica,
un pianoforte e un vibrafono "perfido" (a Venezia si direbbe una parola di
4 lettere che inizia con la lettera "b" per chi conosce il dialetto, hehehe)
a pennellare sotto i vocalizzi trasognati di Jon.
Se vogliamo proprio buttarla lì, una Wonderous Stories ante-litteram...

LOOKING AROUND
Già più simile a Beyond And Before, come struttura, ma molto più agile nella
struttura, con un Kaye aggressivo all'organo Hammond, la cui mano sinistra
è doppiata da Squire, con un Banks molto "heavy" si sarebbe detto all'epoca,
mentre le voci vanno in un botta-e-risposta tra coro e Anderson.
Bello il finale, corale, sempre sulla base di organo con gli stacchi di tutta
la band che si perdono in break finale riverberato tipico dell'epoca.

HAROLD LAND
Inizio molto beat, con basso e batteria a creare un giro ritmico base molto
"sbarazzino" sul quale Kaye all'organo divaga. Ma anche qui subito la
beatlesianità di base salta fuori all'attacco della strofa, con un'apertura di
strofa molto d'atmosfera, per poi riprendere tutto in maniera tipicamente beat
fino al coda con il beat sbarazzino iniziale concluso con la scala ascendente
di piano e organo.

EVERY LITTLE THING
Ecco uno dei veri cavalli da battaglia "On Stage" degli Yes!
Casualmente firmato Lennon & McCartney, questa cover beatlesiana adattata
dagli Yes risentita adesso (anche attraverso i bootlegs live e nastri privati
che sono nel frattempo venuti fuori), fa rendere parzialmente giustizia al
perché e percome gli Yes avessero un seguito live molto più fedele che non
"in studio".
Infatti gli stacchi strumentali sembrano subito assumere un altro spessore
rispetto alle trasposizioni vocali, proprio per le cavalcate live che
poi conducevano.

SWEETNESS
Ancora frammenti di pop-psichedelico mescolato con la ballata andersoniana,
in un atmosfera sempre sospesa punteggiata dai cori vocali della band.
Ma qui abbiamo forse uno dei primi punti in cui il suono Yes comincia a farsi
notare in maniera definitiva: il breve bridge vocalizzato (senza testo)
comincia a far intravedere dove il gusto armonico Yes può arrivare.

SURVIVAL
Come Squire apre il disco, così Squire chiude il disco aprendo l'ultimo brano
con un mini assolo di basso, filtrato dal wha-wha, che fateci caso ce lo
ritroveremo sparato (anche se raffinato e filtrato dal tempo) nell'assolo
live di The Fish su Yessongs, e che sarà la base anche per l'assolo di basso
che Squire eseguirà live anche prima di comporre The Fish.
Altra caratteristica di Survival è l'essere il primo tentativo di mettere
assieme più tessuti armonici in sequenza, tra le varie parti cantate precedute,
o inframmezzate, dalle parti strumentali.
Il tutto poi concluso con un brevissimo, ma che a me è sempre suonato buffo,
"canone" tra organo, chitarra e basso.



...e cosa ne pensano al riguardo...



tra poco ci saranno?...





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